Nea Agorà - Edizione Telematica
 Nea Agorà - Edizione TelematicaPeriodico di informazione, cultura, tradizioni iniziatiche, arte, esoterismo.
Nea Agorà - Edizione Telematica è una testata giornalistica online di: Nea Agorà - Rassegna di Studi e tradizioni
Direttore responsabile editoriale: Silvio Nascimben Reg. trib. di Bari n° 1450 del 2 marzo 2000
Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione anche parziale. L'eventuale utilizzo in siti web presuppone che ne venga citata la fonte. Contatti
Statistiche
Questa pagina oggi ... totale: 0 visite uniche: 0
Questa pagina totale ... totale: 1746 visite uniche: 506
Sito ... totale: 134543 visite uniche: 58248
Online
Ospiti: 8, Utenti: 0 ... Massimo numero di utenti in linea 67 (Utenti: 0, Ospiti: 67) il 20 Dec : 19:27 Utenti: 218 Ultimo iscritto: LUCIOGAROFALO
Scozzesismo
 Titolo: La formazione della massoneria moderna e la “nascita” dello scozzesismo Autore: Francesco De Jaco Editore: Palzari Editori Prezzo: € 20,00 Il tema dell’opera è sicuramente di quelli che affascina il cultore della Storia dell’Uomo così come la Massoneria è, di fatto, la Storia dell’Uomo. Il tentativo che si è voluto arrischiare è stato quello di rendere piacevole un percorso di conoscenza di per sé complesso e, talvolta, ai più, incomprensibile. La Massoneria è sì filosofia ma, ancor di più, è metodo. Insegna, infatti, a saper utilizzare le armi dell’intelligenza con umiltà e disciplina “Sapendo di Non Sapere” e, in modo dogmatico, a seguire la logica della progressione culturale e spirituale. Nessuno è depositario della verità e la Massoneria, per prima, sostiene ed alimenta tale principio, pur tuttavia la verità, se si vuole essere evolutivi, la si deve ricercare senza sosta, e con convinzione, partendo dalla corretta conoscenza di se stessi.
Altre news
Settembre 2011Utopisti o pragmatici, si nasce o si diventa?E’ una domanda che posta all’uomo del nostro secolo evidenzia in maniera aspra, se non spietata, una serie di interrogativi che nonostante il succedersi di eclatanti scoperte scientifiche, come le continue conquiste spaziali e l’esigenza sfrenata di clonazione, rimangono inesorabilmente senza risposta alcuna.L’uomo, perfettamente in linea con ciò che avviene allorquando si sfida l’ignoto, è sensibilmente attratto da tutto ciò che è fenomenico, particolarmente insolito, e, molto spesso, abbandona quei campi di ricerca illimitati dove la componente psichico-mentale ha più possibilità di intuire e, non solo, dialogare con il proprio io inconscio. L’uomo, quindi, pur essendo alla nascita privo di differenziazioni psico-comportamentali, è particolarmente sensibile però ai risultati, positivi o negativi che siano, che si concretizzano via-via, nella impaziente e trepidante attesa. Egli diventa adulto cioè scontrandosi con la legge dei contrapposti: impara a distinguere ciò che è ragionevole dall’irragionevole, il buono o il cattivo, il bello dal brutto. In altri termini, gradualmente impara a sintonizzare il suo potenziale mentale e lo predisponene in forme psichiche e sociali opportunamente organizzate. Questo itinerante insieme di forme mentali e sociali che noi chiamiamo uomo, pur facendo parte di un sistema globale organizzato - la società - conserva integra la sua personalità e con essa la sua storia individuale e le tracce del suo cammino evolutivo. Si protende anzi a prendere coscienza del suo stato di adulto mediante la conquista di beni stabili, di possedimenti che gli diano la concreta testimonianza e la consapevolezza, forse, di essere riuscito a trasformare il tempo in struttura materializzata..... |
|
Luglio 2011L’uomo odierno, come del resto i suoi progenitori della preistoria, vive immerso in un'atmosfera di propensione religiosa nei confronti di forme e cose che non riesce a spiegarsi razionalmente.Le scatenanti e incontrollabili manifestazioni della Natura, pur nel rispetto di una certa ciclicità come per le stagioni, e ciò pertanto in parte prevedibili, sfuggendo al controllo umano, furono per l'uomo delle caverne collegate al volere di una Entità superiore e, di conseguenza, intese come messaggi del "divino creatore" d'ogni cosa.L'innato atteggiamento mentale umano ad accostarsi al mondo dell'inspiegabile, poi, ancor più stimolato dal recondito desiderio di tramandare ai posteri le tracce delle sue progressive conquiste, dalle incisioni rupestri dei cavernicoli ai monolitici menhir, dai templi alle Piramidi di Gizah e quelle Maya, dal labirinto di Creta con le architettoniche testimonianze dell'antica Grecia alle cattedrali, ha fatto sì che tutto il percorso evolutivo dell'uomo fosse contrassegnato da segnali chiari e forti, difficilmente decodificabili dai più, ma accessibili soltanto da coloro che ne fossero stati degni. L'uomo, ad un certo punto, si accorse di poter occultare in ogni opera realizzata, non solo il potenziale immaginativo che scaturiva dal prodotto artistico ma, cosa ancor più stimolante, un arcano messaggio che solo pochi eletti, e in possesso della giusta chiave di lettura avrebbero, in un giorno forse lontano, decodificato..... |
|
Giugno 2011L’uomo, in quanto essere vivente, è un nucleo di energia conoscitiva e attiva che opera direttamente nel tempo e nello spazio.Facendo ancora un passo avanti, potremmo convenire che tale energia non è una forza a sé, seppur affiancata ad altre forme di energia diverse, bensì è energia che è essenzialmente conoscenza ed azione.Nel mondo dell’inanimato, questa energia agisce senza organi medianti: le particelle atomiche si strutturano direttamente nell’edificio dell’atomo come se si conoscessero, e potessero interagire per raggiungere un dato fine. L’atomo si struttura direttamente in molecole mentre un cristallo realizza di per sé la sua perfetta geometria, come se conoscesse e potesse attuare per forza propria l’idea di forma secondo i moduli di quella matematica che sembra essere il linguaggio originario dell’energia. E forse Pitagora non era poi tanto lontano dalla verità. Sempre nel quadro dell’evoluzione delle cose e dei viventi, questa energia originaria sembrerebbe tendere alla individualizzazione, perché in effetti si è accentrata e suddivisa in una quantità di effetti e di esseri.Poiché alla sommità di questa evoluzione troviamo una creatura cosciente – l’uomo – dobbiamo pensare che anche l’energia sia dotata di coscienza non individualizzata: una coscienza che non ha un proprio specifico IO, perché appunto protesa verso la propria individualizzazione. Quella cioè che potremmo denominare “coscienza cosmica”..... |
|
Marzo 2011 (Prima puntata) La convinzione dell’esistenza degli Angeli è presente in tutte le tradizioni religiose d’ogni civiltà. Adorati, invocati, scongiurati, classificati, la loro realtà è comprovata, se non altro, in virtù dell’interesse suscitato da sempre negli uomini, espresso attraverso forme liturgiche, riti evocatori o cerimonie apotropaiche. Citando l’Avviamento alla Scienza dei Magi di G. Kremmerz, si può affermare che: “Il desiderio di tutti gli uomini, la curiosità di tutte le donne, in tutti i tempi, in tutti i paesi, in tutte le razze, approdano insieme alla solenne e capitale questione: entrare in commercio con angeli, demoni e diavoli, spiriti, folletti e spiriti di defunti, larve ed ombre, per sapere la verità vera della vita e risolvere il triplice problema: donde veniamo, che cosa siamo,e dove andremo.” Oggi più che mai, dinanzi all’evidente impossibilità della scienza di poter dare una risposta razionale a ciò che riguarda i problemi dell’anima e alla metafisica, si assiste alla diffusione di temi che accreditano la fede in entità superiori, le quali diventano protagoniste nella letteratura, nella musica (Rota, La visita meravigliosa) come nel cinema, (Wim Wenders, Il cielo sopra Berlino, Gost ecc.), nella televisione ed anche nella pubblicità (nota marca di caffé). Un breve excursus storico del culto degli angeli nelle diverse civiltà e tradizioni religiose, ci fa intendere meglio la risposta dell’uomo al quesito riguardante la loro esistenza... |
|
Novembre 2010 Nella Genesi è scritto: "... e i figli di Dio videro le figlie degli uomini e poiché era belle se ne innamorarono, le presero in moglie e si congiunsero a loro... Gli accoppiamenti originarono una nuova razza: degli uomini forti e robusti che a quel tempo furono chiamati ... giganti".
Dalla lettura dei testi antichi, secondo alcuni studiosi di "miti e civiltà antiche", emergerebbero chiari riferimenti agli accoppiamenti tra "gli uomini divini" e le "umane" tanto da ritenere che originassero dei veri "semidei": i ben noti "eroi" spesso citati in testi mitologici. Ma, chi erano i cosiddetti " Figli di Dio" menzionati nella Genesi? Fra le tante congetture formulate dai ricercatori delle origini umane, quella dell'eminente studioso, Zecharia Sitchin, purtroppo scomparso nello scorso mese d'ottobre, a mio personale parere mi sembra la più condivisibile. Nel IV millennio a.C. - egli racconta - in Mesopotamia, successivamente chiamata Babilonia, ed ora l'attuale Iraq, si sviluppò una civiltà inspiegabilmente evoluta per quel tempo: i Sumeri. La popolazione sumerica, infatti, non soltanto si distinse per cultura e conoscenze tecnologiche, ma ancor più per l'aspetto, ed in particolare tratti del viso ed occhi grandi, insolitamente diversi dalle genti contemporanee che popolavano le zone circostanti. Le loro città, Ur, Lagash, Nippur e Eridu, divennero luoghi di aggregazione e centri propulsivi di nuove conquiste della civiltà mesopotamica. Ben 4000 anni a.C., i Sumeri furono i primi a distillare la "birra" e a tramandarci i 12 segni dello Zodiaco, i cui ascendenti astrologici, pianeti e case, sono sempre gli stessi che tutt'oggi vengono quotidianamente consultati da tutti gli amanti degli oroscopi.
|
|
Roma, 1 novembre 2010 La peste e' nata in Cina oltre 2000 anni fa e si e' diffusa in tutto il mondo attraverso la Via della Seta e i viaggi del navigatore cinese Zheng He. A ricostruire la storia della nascita e diffusione di questa malattie pandemica e' uno studio di un gruppo di ricerca internazionale coordinato dall'italiana Giovanna Morelli dell'Istituto di ricerca Tedesco Max Planck. |
|
| Milano, 13 settembre 2010 Stralciamo da un articolo di Dario Bressanini, apparso sul "Corriere della Sera" online, la seguente notizia. Giorni fa il ministro Galan, parlando dell’importanza della ricerca in campo agricolo, ha affermato che il pomodoro di Pachino è stato creato in Israele e poi trapiantato in Sicilia. In molti si sono stupiti: «E' mai possibile che un prodotto tipico italiano abbia una origine straniera?». Certamente. Il ministro Galan non ha sbagliato... (leggi tutto...) |
|
Roma, 12 agosto 2010 Si stringe il cerchio sulle molecole che causano la celiachia, l'intolleranza alla proteina dei cereali (glutine) che puo' causare seri problemi di assimilazione e deperimento: scoperte infatti le tre molecole tossiche responsabili della malattia, i frammenti (peptidi) del glutine che scatenano la reazione immunitaria nei pazienti. E' un passo avanti enorme che accelera la corsa verso un vaccino per questo male. Annunciata sulla rivista Science Translational Medicine, la scoperta ha gia' portato all'avvio di una prima sperimentazione su pazienti di una cura messa a punto sulla base dei tre peptidi colpevoli, che consiste nella desensibilizzazione dei pazienti al glutine, in pratica un vaccino che puo' bloccare la malattia prima che faccia danni gravi all'intestino... (Leggi tutto...) |
|
Maggio 2010 Nell'era spaziaIe che incalza, il prorompente progresso tecnologico, febbrile e spasmodico, senza esitazione si protende alla conquista di risultati più appaganti, rifiutando di ammettere che l'origine ahimé di alcuni inspiegabili delitti sia riconducibile a pratiche di "magia nera", ovvero di "suggestioni sataniche". Spente le braci degli ultimi roghi medievali, col disperdersi nel vento delle ceneri e delle urla degli accusati di stregoneria, torturati prima e messi al rogo poi dagli impietosi “tribunali dell'Inquisizione”, la "magia nera" e il "satanismo" non rappresentano più oggigiorno assolutamente un aspetto giuridico da essere punito col massimo della pena, considerato che la pena capitale non rientra nel nostro codice penale. Chi mai si sognerebbe, nel "terzo millennio", di accusare un proprio simile di stregoneria per il semplice piacere di farlo morire nella "piazza centrale" di una città: torturato o alla gogna prima, ed arso sul rogo successivamente, perché reo confesso di non credere in Dio? La mutazione degli usi e dei costumi della società, il cui ritmo è sempre più vertiginoso, grazie soprattutto alle esaltanti conquiste della scienza, non potevano che mettere a dura prova l'equilibrio di questa Umanità di inizio "millennio".
Il sovrapporsi di inspiegabili eventi però, col loro incessante e fatale incalzare, determina in tutti noi uno stordimento tale da non farci render conto che qualcosa di misterioso, di diabolicamente sottile, si è lentamente insinuato - senza che ce accorgessimo - non solo nella nostra quotidianeità, ma anche negli usi e nei costumi della gente. Senza distinzione di condizioni sociali e di censo... |
|
Settembre 2009 (PRIMA PUNTATA)E' notte fonda! Il buio profondo che avvolge la città sembra voler fondersi col silenzio della notte. Inquietanti, quasi ossessive, le ombre sono ormai padrone di strade, piazze e palazzi. Tutti, uomini e animali, sembrano coinvolti dallo stato di abbandono totale dei sensi che siamo soliti identificare col “sonno”. Il corpo fisico, ormai in stato di completo rilassamento, recupera le forze perdute eliminando le tossine accumulate durante l'arco della giornata trascinandosi anche l’Io cosciente: la componente umana cioè, con cui dialoghiamo ahimé troppo di rado. Ed è proprio così. Quella parte dell’uomo che i più chiamano anima, mentre altri viceversa indicano come “doppio Sé” e più ancora, altri definiscono “coscienza”, sorveglia attenta il suo abito - il corpo umano - che, giace in posizione orizzontale, solitamente su un letto, immobile, immersa in uno stato che potremmo definire di ”animazione sospesa”. Questa particolare sottile componente umana, ovvero il corpo animico, che per metà appartiene al mondo fisico e per l’altra allo spirito, conscia ormai di potersi muovere a suo piacimento, soprattutto perché non più condizionata dalle leggi che fanno capo ai cinque sensi umani, si libera leggera raggiungendo terre lontane, immergendosi in situazioni a lei completamente sconosciute... Anzi, spesso rivisita luoghi ed avvenimenti del passato proiettandosi in una dimensione in cui albergano speranze e desideri che forse appartengono al futuro.... Talvolta, rientrando nel proprio habitat, cioè il corpo, al mattino si dimentica di oscurare la memoria delle esperienze vissute durante il viaggio nella notte. E così il sogno, ovvero le meravigliose esperienze di viaggio della nostra “mente”, catturando non solo ricordi lontani di esperienze vissute, e non, si trasforma nell'arcana memoria di un qualcosa che appartiene, forse, ad un mondo immateriale, difficilmente raggiungibile fisicamente. Un mondo che appartiene, forse, a un universo parallelo accessibile solo allorquando si è immersi in quella particolare e indefinibile dimensione che solitamente definisco “stato di animazione sospesa”. Nel silenzio della notte... però, qualcos’altro prende forma. Misteriose presenze sembrano svegliarsi e, quasi per incanto, nel buio pesto della notte, prendono forma. Iniziano ad animarsi... L'udito poi, protendendosi a captare il più piccolo fruscio, segue attentamente il respiro che rallenta, mentre gli occhi che scrutano il buio acuiscono ancor più lo spasmodico stato di tensione che coinvolge coloro che, o per curiosità, o per il comune piacere di fare un'esperienza diversa, si accingono a vivere un evento inconsueto, spesso connotato da inquietanti manifestazioni irrazionali... |
|
Online
Ospiti: 8 Utenti: 0 In questa pagina: 1 Totale: 218, Ultimo: LUCIOGAROFALO
| Registrazione
Questo sito aderisce a 'The Children's Online Privacy Protection Act' del 1998 (COPPA)e quindi non accetta registrazioni di utenti al di sotto dei 13 anni senza un permesso scritto dei loro genitori. Per maggiori informazioni puoi vedere la legge a questo indirizzo. Prego contatta l'Amministratore del sito a questo indirizzo se hai bisogno di assistenza. Per favore certifica di avere 13 anni o più
|
La rubrica VOCI FUORI DAL CORO e' una agora': uno spazio dedicato alla posta, alle opinioni, ai commenti e, cosa decisamente importante, ai suggerimenti in merito a tematiche trattate, e da trattare. Inviare la posta a: vocifuoridalcoro@nea-agora.com |
Bari, Novembre 2011Pubblichiamo volentieri quanto è pervenuto alla Rubrica "Voci fuori dal coro", soprattutto perchè, considerato il momento particolarmente delicato e difficile che gli italiani attraversano, l'insensibilità dei politici ed amministratori locali sia ormai diventato arrogante e ed inqualificabile...La RedazioneComputer o I Pad? Angosciante dilemma informatico che ha attanagliato i settanta consiglieri della Regione Puglia. In 44 hanno scelto l'I Pad, computer portatile per gli altri 26. Da un documento si apprende che " ... anche assessori interni e esterni siano dotati di computer o, in sostituzione, I Pad. Nelle more che gli assessori decidono...". Quest'ultimi hanno sciolto la riserva amletica? Sembra di si.Per le vie brevi (si potrebbe dire: quando vuole la Regione è più veloce di una mail all'idrogeno?) gli Uffici regionali hanno chiesto il preventivo dell'I Pad a C&C Consulting di Bari, Office Italia di Bari, Cadam srl di Bari. Solo C&C Consulting ha inviato il listino prezzi. Pertanto i dirigenti del Consiglio regionale hanno acquistato l'I Pad a 658,33 cadauno più I Pad Case a euro 29,167. Il totale di 44 I Pad determina euro 30.250,00 a cui bisogna aggiungere 6.050,00 di IVA. Per i computer sono stati spesi altri 25mila euro.Purtroppo capita anche ai consiglieri regionali essere vittime di gesti malavitosi. Denunce di furto di I Pad e computer sono state inoltrate ultimamente presso stazione Carabinieri di Carrassi e Nuova Carrassi a Bari, stazione Carabinieri Bari Scalo. Una denuncia di smarrimento computer presentata al Posto di Pubblica Sicurezza Nuova Carrassi. Avvenimenti prontamente comunicati ai responsabili dirigenziali di via Giuseppe Capruzzi,Bari.C'è stata la consegna di nuovi I Pad e computer ai consiglieri? Non si sa.Ora, è giusto che a consiglieri e assessori e presidenti della Regione Puglia, percettori di emolumenti mensili in migliaia di euro (oscillano da 9 a 17 mila euro, più incredibili benefit), deve essere pagato dall'ente pubblico il computer o l'I Pad? E' normale approvare siffatto finanziamento stante, per esempio, che in Puglia (anno 2010) il tasso di disoccupazione giovanile si è attestato al 35,9% mentre quello del Sud Italia al 31,7%?E' ragionevole spendere circa 60 mila euro in computer e I Pad a fronte dei 19.600 pugliesi che nel 2009 (dati Svimez) sono stati costretti, per mancanza di lavoro, ad abbandonare la Puglia? Fenomeno sociale scolpito da Carlo Levi nel 1972, di notevole attualità: "Il costo umano dell'emigrazione è immenso, sia come somma di sofferenze individuali, di perdita di salute di vita, di valori insostituibili, sia come morte e deserti di intere regioni, come decadenza e corruzione e desolazione dei paesi e città di emigrazione; dove al di là di una certa soglia, ogni vita reale si perde; e i vecchi e gli incapaci, stanno seduti su muretti delle piazze, in attesa di nulla, e i resti di una piccola borghesia parassitaria incattiviscono, disputandosi disoccupati il conto delle anime morte (per qualche sperato sussidio o contributo di enti e casse del Mezzogiorno). La vita si fa ogni giorno più lontana, le distanze sempre più grandi; la frattura di un mondo scisso appare sempre più insanabile se non ad opera di grandi rivolgimenti,se non se ne distruggono le cause". |
|
Roma, 13 luglio 2011 Segnalazione inoltrataci da "Il Caffè"I motori di ricerca e i social network ci conoscono sempre meglio. Grazie alle tracce che lasciamo in rete, sanno cosa ci piace. E selezionano i risultati, scegliendo solo i più adatti a noi. Ma in questo modo la nostra visione del mondo rischia di essere distorta.Poche persone hanno notato il post apparso sul blog ufficiale di Google il 4 dicembre 2009. Non cercava di attirare l’attenzione: nessuna dichiarazione sconvolgente né annunci roboanti da Silicon valley, solo pochi paragrafi infilati tra la lista delle parole più cercate e un aggiornamento sul software finanziario di Google. Ma non è sfuggito a tutti. Il blogger Danny Sullivan analizza sempre con cura i post di Google per cercare di capire quali sono i prossimi progetti dell’azienda californiana, e lo ha trovato molto interessante. Più tardi, quel giorno, ha scritto che si trattava del “più grande cambiamento mai avvenuto nei motori di ricerca”. Bastava il titolo per capirlo: “Ricerche personalizzate per tutti”. Oggi Google usa 57 indicatori – dal luogo in cui siamo al browser che stiamo usando al tipo di ricerche che abbiamo fatto in precedenza – per cercare di capire chi siamo e che genere di siti ci piacerebbe visitare. Anche quando non siamo collegati, continua a personalizzare i risultati e a mostrarci le pagine sulle quali probabilmente cliccheremo. Di solito si pensa che facendo una ricerca su Google tutti ottengano gli stessi risultati: quelli che secondo il famoso algoritmo dell’azienda, PageRank, hanno maggiore rilevanza in relazione ai termini cercati. Ma dal dicembre 2009 non è più così. Oggi vediamo i risultati che secondo PageRank sono più adatti a noi, mentre altre persone vedono cose completamente diverse. In poche parole, Google non è più uguale per tutti.Accorgersi della differenza non è difficile. Nella primavera del 2010, mentre la piattaforma Deepwater Horizon vomitava petrolio nel golfo del Messico, ho chiesto a due mie amiche di fare la stessa ricerca su Google. Entrambe vivono nel nordest degli Stati Uniti e sono bianche, colte e di sinistra: insomma, due persone abbastanza simili. Entrambe hanno cercato “Bp”. Ma hanno ottenuto risultati molto diversi. Una ha trovato informazioni sugli investimenti legati alla Bp. L’altra le notizie. In un caso, la prima pagina dei risultati di Google conteneva i link sull’incidente nel golfo, nell’altro non c’era niente del genere, solo una pubblicità della compagnia petrolifera. Perfino il numero dei risultati era diverso: 180 milioni per una e 139 milioni per l’altra. Se le differenze tra due donne di sinistra della costa est erano così grandi, immaginate quanto possono esserlo, per esempio, rispetto a quelle di un vecchio repubblicano del Texas o di un uomo d’affari giapponese.Ora che Google è personalizzato, la ricerca di “cellule staminali” probabilmente dà risultati diametralmente opposti agli scienziati che sono favorevoli alla ricerca sulle staminali e a quelli che sono contrari. Scrivendo “prove del cambiamento climatico” un ambientalista e il dirigente di una compagnia petrolifera troveranno risposte contrastanti. La maggioranza di noi crede che i motori di ricerca siano neutrali. Ma probabilmente lo pensiamo perché sono impostati in modo da assecondare le nostre idee. Lo schermo del computer rispetta sempre più i nostri interessi mentre gli analisti degli algoritmi osservano tutto quello che clicchiamo. L’annuncio di Google ha segnato il punto di svolta di una rivoluzione importante ma quasi invisibile del nostro modo di consumare le informazioni. Potremmo dire che il 4 dicembre 2009 è cominciata l’era della personalizzazione.Dimmi cosa voglioIl mondo digitale sta cambiando, discretamente e senza fare troppo chiasso. Quello che un tempo era un mezzo anonimo in cui tutti potevano essere chiunque – in cui nessuno sa che sei un cane, come diceva una famosa vignetta del New Yorker – ora è un modo per raccogliere e analizzare i nostri dati personali. Secondo uno studio del Wall Street Journal, i cinquanta siti più popolari del mondo, dalla Cnn a Yahoo! a Msn, installano in media 64 cookie e beacon carichi di dati su di noi. Se cerchiamo una parola come “depressione” su un dizionario online, il sito installa nel nostro computer fino a 223 cookie e beacon che permettono ad altri siti di inviarci pubblicità di antidepressivi. Se facciamo una ricerca sulla possibilità che nostra moglie ci tradisca, saremo tempestati di annunci sui test del dna per accertare la paternità dei figli. Oggi la rete non solo sa che sei un cane, ma anche di che razza sei, e vuole venderti una ciotola di cibo.La gara per sapere il più possibile su di noi è ormai al centro della battaglia del secolo tra colossi come Google, Facebook, Apple e Microsoft. Come mi ha spiegato Chris Palmer dell’Electronic frontier foundation, “il servizio sembra gratuito, ma lo paghiamo con le informazioni su di noi. Informazioni che Google e Facebook sono pronti a trasformare in denaro”. Anche se sono strumenti utili e gratuiti, Gmail e Facebook sono anche efficienti e voracissime macchine per estrarre informazioni, in cui noi riversiamo i dettagli più intimi della nostra vita. Il nostro iPhone sa esattamente dove andiamo, chi chiamiamo, cosa leggiamo. Con il suo microfono incorporato, il giroscopio e il gps, è in grado di capire se stiamo camminando, siamo in macchina o a una festa.Anche se (finora) Google ha promesso di non divulgare i nostri dati personali, altri siti e applicazioni molto popolari non garantiscono nulla del genere. Dietro le pagine che visitiamo, si annida un enorme mercato di informazioni su quello che facciamo online. Lo controllano società per la raccolta dei dati poco conosciute ma molto redditizie, come BlueKai e Acxiom. La sola Acxiom ha accumulato una media di 1.500 informazioni – dalla capacità di credito ai farmaci comprati online – su ogni persona nel suo database, che comprende il 96 per cento degli americani. E qualsiasi sito web, non solo Google e Facebook, ora può partecipare al banchetto.Secondo i piazzisti del “mercato dei comportamenti”, ogni clic è una merce e ogni movimento del nostro mouse può essere venduto, in pochi microsecondi, al miglior offerente. Come strategia di mercato, la formula dei colossi di internet è semplice: più informazioni personali sono in grado di offrire, più spazi pubblicitari possono vendere, e più probabilità ci sono che compriamo i prodotti che ci vengono mostrati. È una formula che funziona. Amazon vende miliardi di dollari di merce provando a prevedere quello che può interessare a ogni consumatore e mettendo i risultati in evidenza nel suo negozio virtuale. Più del 60 per cento dei film scaricati o dei dvd affittati su Netflix dipende dalle ipotesi che il sito fa sulle preferenze di ciascun cliente.Secondo la direttrice operativa di Facebook, Sheryl Sandberg, nel giro di tre, al massimo cinque anni l’idea di un sito non personalizzato sembrerà assurda. Uno dei vicepresidenti di Yahoo!, Tapan Bhat, è d’accordo: “Il futuro del web è la personalizzazione. Ormai il web parla con ‘me’. La rete deve essere intelligente e fatta su misura per ogni utente”. L’ex amministratore delegato di Google, Eric Schmidt, dichiara con entusiasmo: “Il prodotto che ho sempre voluto creare” è un codice che “indovina quello che sto per scrivere”. Google instant, che anticipa quello che vogliamo cercare mentre scriviamo, è uscito nell’autunno del 2010, ed è solo l’inizio. Secondo Schmidt gli utenti vogliono che Google “dica cosa devono fare dopo”.Se fosse solo un modo per vendere pubblicità mirata, non sarebbe tanto grave. Ma la personalizzazione non condiziona solo quello che compriamo. Per una percentuale sempre maggiore di utenti, i siti di notizie personalizzate come Facebook stanno diventando fonti di informazione fondamentali: il 36 per cento degli americani sotto i trent’anni legge le notizie sui social network. Come dice il suo fondatore, Mark Zuckerberg, Facebook è forse la più grande fonte di notizie del mondo (almeno per quanto riguarda una certa idea di “notizie”). Ma la personalizzazione non sta condizionando il flusso delle informazioni solo su Facebook: ormai servizi come Yahoo News e News.me, lanciato dal New York Times, adattano i titoli ai nostri particolari interessi e desideri.La personalizzazione interviene anche nella scelta dei video che guardiamo su YouTube e sui blog. Influisce sulle email che riceviamo, sui potenziali partner che incontriamo su OkCupid, e sui ristoranti che ci consiglia Yelp: la personalizzazione può stabilire non solo con chi usciamo, ma anche dove andiamo e di cosa parleremo. Gli algoritmi che gestiscono le pubblicità mirate stanno cominciando a gestire la nostra vita. Come ha spiegato Eric Schmidt, “sarà molto difficile guardare o comprare qualcosa che in un certo senso non sia stato creato su misura per noi”.Il codice della nuova rete è piuttosto semplice. I filtri di nuova generazione guardano le cose che ci piacciano – basandosi su quello che abbiamo fatto o che piace alle persone simili a noi – e poi estrapolano le informazioni. Sono in grado di fare previsioni, di creare e raffinare continuamente una teoria su chi siamo, cosa faremo e cosa vorremo. Insieme, filtrano un universo di informazioni specifico per ciascuno di noi, una “bolla dei filtri”, che altera il modo in cui entriamo in contatto con le idee e le informazioni. In un modo o nell’altro tutti abbiamo sempre scelto cose che ci interessano e ignorato quasi tutto il resto. Ma la bolla dei filtri introduce tre nuove dinamiche.Prima di tutto, al suo interno siamo soli. Un canale via cavo dedicato a chi ha un interesse specifico (per esempio il golf), ha altri telespettatori che hanno qualcosa in comune tra loro. Nella bolla invece siamo soli. In un’epoca in cui le informazioni condivise sono alla base di esperienze condivise, la bolla dei filtri è una forza centrifuga che ci divide. In secondo luogo, la bolla è invisibile. La maggior parte delle persone che consultano fonti di notizie di destra o di sinistra sa che quelle informazioni si rivolgono a chi ha un particolare orientamento politico. Ma Google non è così trasparente. Non ci dice chi pensa che siamo o perché ci mostra i risultati che vediamo. Non sappiamo se sta facendo ipotesi giuste o sbagliate su di noi, non sappiamo neanche se le sta facendo. La mia amica che cercava notizie sulla Bp non ha idea del perché abbia trovato informazioni sugli investimenti, non è un’agente di borsa. Dato che non abbiamo scelto i criteri con cui i siti filtrano le informazioni in entrata e in uscita, è facile immaginare che quelle che ci arrivano attraverso la bolla siano obiettive e neutrali. Ma non è così. In realtà, dall’interno della bolla è quasi impossibile accorgersi di quanto quelle informazioni siano mirate. Non decidiamo noi quello che ci arriva. E, soprattutto, non vediamo quello che esce.Infine, non scegliamo noi di entrare nella bolla. Quando guardiamo Fox News o leggiamo The New Statesman, abbiamo già deciso che filtro usare per interpretare il mondo. È un processo attivo, e come se inforcassimo volontariamente un paio di lenti colorate, sappiamo benissimo che le opinioni dei giornalisti condizionano la nostra percezione del mondo. Ma nel caso dei filtri personalizzati non facciamo lo stesso tipo di scelta. Sono loro a venire da noi, e dato che si arricchiscono, sarà sempre più difficile sfuggirgli.La fine dello spazio pubblicoLa personalizzazione si basa su un accordo economico. In cambio del servizio che offrono i filtri, regaliamo alle grandi aziende un’enorme quantità di dati sulla nostra vita privata. E queste aziende diventano ogni giorno più brave a usarli per prendere decisioni. Ma non abbiamo nessuna garanzia che li trattino con cura, e quando sulla base di questi dati vengono prese decisioni che influiscono negativamente su di noi, di solito nessuno ce lo dice. La bolla dei filtri può influire sulla nostra capacità di scegliere come vogliamo vivere. Secondo Yochai Benkler, professore di legge ad Harvard e studioso della nuova economia della rete, per essere artefici della nostra vita dobbiamo essere consapevoli di una serie di modi di vivere alternativi.Quando entriamo in una bolla dei filtri, permettiamo alle aziende che la costruiscono di scegliere quali alternative possiamo prendere in considerazione. Ci illudiamo di essere padroni del nostro destino, ma la personalizzazione può produrre una sorta di determinismo dell’informazione, in cui quello che abbiamo cliccato in passato determina quello che vedremo in futuro, una storia destinata a ripetersi all’infinito. Rischiamo di restare bloccati in una versione statica e sempre più ridotta di noi stessi, una specie di circolo vizioso. Ci sono anche conseguenze più ampie. Nel suo Capitale sociale e individualismo., il libro sul declino del senso civico in America, Robert Putnam affronta il problema dell’assottigliamento del “capitale sociale”, cioè di quei legami di fiducia e lealtà reciproca che spingono le persone a scambiarsi favori e a collaborare per risolvere problemi comuni. Putnam individua due tipi di capitale sociale: “Lo spirito di gruppo”, che per esempio si crea tra gli ex studenti della stessa università, e il “senso della comunità”, che per esempio si crea quando persone diverse si incontrano in un’assemblea pubblica. Questo secondo tipo di capitale è molto potente: se lo accumuliamo, abbiamo più probabilità di trovare un posto di lavoro o qualcuno disposto a investire nella nostra impresa, perché ci consente di attingere a tante reti diverse.Tutti si aspettavano che internet sarebbe stata una grande fonte di capitale del secondo tipo. Al culmine della bolla tecnologica di dieci anni fa, Thomas L. Friedman scriveva che internet ci avrebbe resi “tutti vicini di casa”. Questa idea era alla base del suo libro Le radici del futuro: “Internet diventerà una grande morsa che prenderà il sistema della globalizzazione e continuerà a stringerlo intorno a tutti fino a rendere il mondo ogni giorno più piccolo e veloce”.Friedman aveva in mente una sorta di villaggio globale in cui i bambini africani e i dirigenti d’azienda di New York avrebbero formato un’unica comunità. Ma non è quello che sta succedendo. I nostri vicini virtuali somigliano sempre più a quelli reali, e i nostri vicini reali somigliano sempre più a noi. Abbiamo sempre più “spirito di gruppo” ma pochissimo “senso della comunità”. E questo è importante perché dal senso della comunità nasce la nostra idea di uno “spazio pubblico” in cui cerchiamo di risolvere i problemi che vanno oltre i nostri interessi personali. Di solito tendiamo a reagire a una gamma di stimoli molto limitata: leggiamo per prima una notizia che riguarda il sesso, il potere, la violenza, una persona famosa, oppure che ci fa ridere. Questo è il tipo di contenuti che entra più facilmente nella bolla dei filtri. È facile cliccare su “mi piace” e aumentare la visibilità del post di un amico che ha partecipato a una maratona o di una ricetta della zuppa di cipolle. È molto più difficile cliccare “mi piace” su un articolo intitolato “In Darfur è stato il mese più sanguinoso degli ultimi due anni”. In un mondo personalizzato, ci sono poche probabilità che questioni importanti, ma complesse o sgradevoli, arrivino alla nostra attenzione. Tutto questo non è particolarmente preoccupante se le informazioni che entrano ed escono nel nostro universo personale riguardano solo prodotti di consumo. Ma quando la personalizzazione riguarda anche i nostri pensieri, oltre che i nostri acquisti, nascono altri problemi. La democrazia dipende dalla capacità dei cittadini di confrontarsi con punti di vista diversi. Quando ci offre solo informazioni che riflettono le nostre opinioni, internet limita questo confronto. Anche se a volte ci fa comodo vedere quello che vogliamo, in altri momenti è importante che non sia così.Come i vecchi guardiani delle porte della città, i tecnici che scrivono i nuovi codici hanno l’enorme potere di determinare quello che sappiamo del mondo. Ma diversamente da quei guardiani, quelli di oggi non si sentono i difensori del bene pubblico. Non esiste l’algoritmo dell’etica giornalistica. Una volta Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, ha detto ai suoi colleghi che per un utente “uno scoiattolo che muore nel suo giardino può essere più rilevante di tutte le persone che muoiono in Africa”. Su Facebook la “rilevanza” è praticamente l’unico criterio che determina quello che vedono gli utenti. Concentrarsi sulle notizie più rilevanti sul piano personale, come lo scoiattolo che muore, è una grande strategia di mercato. Ma ci lascia vedere solo il nostro giardino e non le persone che altrove soffrono, muoiono o lottano per la libertà. Non è possibile tornare al vecchio sistema dei guardiani, e non sarebbe neanche giusto. Ma se adesso sono gli algoritmi a prendere le decisioni e a stabilire quello che vediamo, dobbiamo essere sicuri che le variabili di cui tengono conto vadano oltre la stretta “rilevanza” personale. Devono farci vedere l’Afghanistan e la Libia, non solo Apple e il nostro cantante preferito. Come consumatori, non è difficile stabilire quello che per noi è irrilevante o poco interessante. Ma quello che va bene per un consumatore non va bene necessariamente anche per un cittadino. Non è detto che quello che apparentemente mi piace sia quello che voglio veramente, e tantomeno che sia quello che devo sapere per essere un cittadino informato di una comunità o di un paese. “È nostro dovere di cittadini essere informati anche su cose che sembrano essere al di fuori dei nostri interessi”, mi ha detto l’esperto di tecnologia Clive Thompson. Il critico Lee Siegel la mette in un altro modo: “I clienti hanno sempre ragione, le persone no”.Lobotomia globaleL’era della personalizzazione sta ribaltando tutte le nostre previsioni su internet. I creatori della rete avevano immaginato qualcosa di più grande e di più importante di un sistema globale per condividere le foto del nostro gatto. Il manifesto dell’Electronic frontier foundation all’inizio degli anni novanta parlava di una “civiltà della mente nel ciberspazio”, una sorta di metacervello globale. Ma i filtri personalizzati troncano le sinapsi di quel cervello. Senza saperlo, ci stiamo facendo una lobotomia globale.I primi entusiasti di internet, come il creatore del web Tim Berners-Lee, speravano che la rete sarebbe stata una nuova piattaforma da cui affrontare insieme i problemi del mondo. Io penso che possa ancora esserlo, ma prima dobbiamo guardare dietro le quinte, capire quali forze stanno spingendo nella direzione attuale. Dobbiamo smascherare il codice e i suoi creatori, quelli che ci hanno dato la personalizzazione.Se “il codice è legge”, come ha dichiarato il fondatore di Creative commons Larry Lessig, è importante capire quello che stanno cercando di fare i nuovi legislatori. Dobbiamo sapere in cosa credono i programmatori di Google e Facebook. Dobbiamo capire quali forze economiche e sociali sono dietro alla personalizzazione, che in parte sono inevitabili e in parte no. E dobbiamo capire cosa significa tutto questo per la politica, la cultura e il nostro futuro. Le aziende che usano gli algoritmi devono assumersi questa responsabilità. Devono lasciarci il controllo di quello che vediamo, dicendoci chiaramente quando stanno personalizzando e permettendoci di modificare i nostri filtri. Ma anche noi cittadini dobbiamo fare la nostra parte, imparare a “conoscere i filtri” per usarli bene e chiedere contenuti che allarghino i nostri orizzonti anche quando sono sgradevoli. È nel nostro interesse collettivo assicurarci che internet esprima tutto il suo potenziale di mezzo di connessione rivoluzionario. Ma non potrà farlo se resteremo chiusi nel nostro mondo online personalizzato.Traduzione di Bruna TortorellaEli Pariser è nato nel 1980 a Lincolnville, nel Maine. È stato il direttore di MoveOn.org e tra i fondatori di Avaaz, un’organizzazione che sostiene campagne per l’ambiente e la democrazia in tutto il mondo. Nel febbraio del 2011 ha tenuto una Ted conference sulle bolle dei filtri, l’argomento del suo libro The filter bubble. |
|
Torino, 6 e 7 maggio - Convegno Pubblico "Dal Piemonte per l'Italia e oltre" Il 6 e 7 maggio 2011 presso il centro congressi "TorinoIncontra" di Via Nino Costa, 8, si svolgerà il Convegno , aperto al pubblico, dal titolo "Dal Piemonte per l'Italia e oltre. Il ruolo della Massoneria per la costruzione della nazione e la rinascita multiculturale del Mediterraneo". L'evento, organizzato con il contributo della Regione Piemonte e del Collegio Circoscrizionale dei MM.VV. del Piemonte e Valle d’Aosta e i patrocini di: Regione Piemonte, Provincia di Torino, Comune di Torino, Università del Piemonte orientale “A. Avogadro” e Comitato Italia 150°, si inserisce nel ciclo di iniziative del programma ufficiale relativo alle celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia. Nel corso della 'due giorni' di studio, numerosi ed illustri relatori, introdotti dal saluto del Presidente del Collegio dei Maestri Venerabili del Piemonte e Valle d'Aosta Marco Jacobbi, interverranno sul tema in oggetto. Le Conclusioni saranno del Gran Maestro Gustavo Raffi.Anche a Torino , come per tutte le manifestazioni nazionali del GOI per il 150°, vi sarà un'emissione filatelica con annullo speciale. Poste Italiane ed AIFM-GOI saranno presenti al convegno a partire dalle ore 9:30 e fino alla conclusione. Milano, 11 maggio - Terz'ultimo appuntamento della Rassegna al Museo del Risorgimento in collaborazione con il Grande Oriente d'Italia Il lungo excursus culturale sulla Massoneria che il ciclo d'incontri "All'Oriente d'Italia. Unità, Massoneria e Saperi tradizionali" propone al Museo del Risorgimento dal 28 marzo è giunto al mese conclusivo, con tre prossimi appuntamenti. L'iniziativa, realizzata in collaborazione con il Grande Oriente d'Italia, sta suscitando interesse e grande partecipazione di pubblico. L'11 maggio, alle ore 18:00, si parlerà ancora di storia con "Massoneria e fascismo. La Libera Muratoria fra esilio e clandestinità" in cui gli storici Giorgio Galli e Ivano Granata, entrambi dell'Università di Milano, faranno emergere dalle cronache il travaglio dei 'fratelli' italiani e d'Europa vittime dei fascismi della prima metà del XX secolo. L'antimassonismo fascista e nazista fu infatti devastante tanto da costringere i liberi muratori alla clandestinità o all'esilio, cercando solidarietà e aiuto all'estero per mantenere vivo lo spirito del trinomio massonico Libertà-Uguaglianza- Fratellanza di cui i regimi dittatoriali dell'epoca furono l'estrema negazione. Senza dimenticare i tantissimi fratelli che seguirono la sorte tragica di milioni di deportati nei campi di concentramento e di sterminio. |
|
Anche quest'anno numerosi gli eventi collegati ai Lavori della Gran Loggia ITra i numerosi eventi collegati ai lavori della Gran Loggia 2011, si segnalano le Mostre "Immagini e documenti per l'Unità d'Italia", allestita dal Servizio Biblioteca e "Italia 1861-2011, personalità e avvenimenti nella Filatelia massonica nazionale" a cura dell'Associazione Italiana Filatelia massonica. Come è ormai consuetudine, saranno inoltre presenti, nell'area "Fiera del libro" Editori specializzati in esoterismo, simbologia e Arte Muratoria con una rassegna dei loro titoli più significativi e nell'area "Volontariato", le Associazioni umanitarie interne ed esterne al Grande Oriente d'Italia, testimonieranno l'impegno di solidarietà dei Liberi Muratori a sostegno dei bisognosi. Anche l'Arte sarà presente alla Gran Loggia 2011, è infatti prevista una Esposizione di arti figurative animata da Collezionisti e Maestri d'Arte che esporranno quadri, sculture e gioielli di simbologia muratoria ed una Personale di Giorgio Facchini Gioielli massonici nell'arte. La Filatelia Massonica, curata dall'Associazione Italiana di Filatelia Massonica del Grande Oriente d'Italia proporrà, infine, un annullo postale speciale realizzato in collaborazione con le Poste Italiane e una busta filatelica con i simboli della Gran Loggia 2011 insieme al catalogo delle emissioni più recenti della nostra Istituzione. Le Conferenze Nel corso della Gran Loggia 2011 si svolgeranno due conferenze: la prima, dal titolo "L'Italia che non c'è, tra silenzi e ombre. L'idea di patria come senso dello stare" si avvarrà della conduzione di Alessandro Cecchi Paone, Divulgatore scientifico, con gli interventi del filosofo Aldo Masullo, dello storico Fulvio Conti e del Consigliere della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Paolo Peluffo. L'altro incontro, dal titolo "La pagliuzza dell'altro. Crisi della ragione e intolleranza dinanzi alla sfida del separatismo e del multiculturalismo" Sarà condotto da Valerio Zanone, Presidente del Comitato Scientifico per le celebrazioni del 150esimo. Interverranno il filosofo Sergio Moravia, il politologo Maurizio Viroli ed il filosofo Gian Mario Cazzaniga. |
|
Firenze, 4 febbraio 2011 Palazzo dei Congressi in Piazza Adua - Firenze, 19 febbraio 2011 Si volgerà sabato 19 febbraio a partire dalle ore 9.30, presso Villa Vittoria, Sala Verde del Palazzo dei Congressi in piazza Adua a Firenze, con il patrocinio della Regione Toscana, il convegno “La Massoneria in Toscana nei 150 anni d’Unità d’Italia”. E’ organizzato dal Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Toscana (Grande Oriente d’Italia, massoneria di Palazzo Giustiniani) con l’obiettivo di ripercorrere il contributo dei massoni toscani per la realizzazione dell’unità nazionale. Fu un impegno non marginale quello della massoneria toscana che, attraverso la tradizione medico-scentifica, il ruolo dell’associazionismo popolare e di volontariato permise la costruzione di un tessuto sociale laico radicato ancora oggi.Dopo l’introduzione di Moreno Milighetti (vice presidente Collegio Circoscrizionale Toscana - Grande Oriente d’Italia) interverranno Stefano Bisi (Presidente Collegio Circoscrizionale Toscana - Grande Oriente d’Italia) sul tema La massoneria, attualità di una società iniziatica in Toscana; lo storico dell’Università di Firenze Fulvio Conti su Centocinquant’anni di massoneria in Toscana; di Massoneria e tradizione medico-scientifica parlerà Donatella Lippi (Università di Firenze), poi sarà la volta di Associazionismo popolare e volontariato: la massoneria e la costruzione di un tessuto civico laico a cura di Luigi Tomassini (Università di Bologna). L’ultimo intervento sarà di Marino Biondi (Università di Firenze) su Figure e professioni in un paesaggio massonico. Concluderanno i lavori Gustavo Raffi (Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia) ed Enrico Rossi (Presidente della Regione Toscana).Nei primi 150 anni di storia unitaria la Toscana è stata la regione italiana con la più elevata presenza massonica. Il convegno intende ricostruire alcuni aspetti di questa presenza e offrire alcune chiavi di lettura per comprendere le ragioni di un così vasto e duraturo radicamento dell’associazionismo liberomuratorio nel tessuto sociale della regione. Non un bilancio esaustivo, dunque, ma alcuni spunti di analisi che, a partire dalle acquisizioni dell’indagine storiografica, offrano elementi per una riflessione critica sul ruolo svolto dalla massoneria nella società toscana del secondo Ottocento e del Novecento.Il convegno del Collegio Circoscrizionale vuole essere un momento di avvio delle varie manifestazioni che la massoneria toscana organizza nei vari luoghi della regione, ben visibili anche grazie ad un logo che verrà utilizzato nei vari appuntamenti che si realizzeranno a livello |
|
Dicembre 2010 PER UN NATALE SENZA SANGUE - Il Natale è per gli umani un momento di gioia per milioni di animali un appuntamento con la morte.
Milioni di animali di ogni specie pagano con la sofferenza e con la morte il prezzo di assurde tradizioni. Vitellini, coniglietti, maialini… saranno strappati alle loro madri per subire una sorte crudele: pensaci. La vita di ogni essere vivente è sacra, come la tua: rispettala. Astieniti dal mangiare la carne di qualsiasi animale. Vi sono tante cose buone da mangiare senza uccidere animali innocenti che come te e me amano la vita, soffrono e hanno terrore della morte. Perché uccidi se non vuoi essere ucciso? Perché causi ad altri ciò che non vorresti per te stesso? Come possiamo sperare nella misericordia di Dio se siamo impietosi verso le sue creature? Gesù si è sostituito all’agnello per far cessare questa usanza ingiusta e crudele. Come si può uccidere e divorare l’agnello nel cui simbolo Gesù si identificato?
“Così parla il Signore mio Dio: Vai a curare quelle pecore da macello che i compratori sgozzano impunemente e i venditori dicono: Sia benedetto il Signore, mi sono arricchito e i pastori non se ne curano affatto. Io non perdonerò agli abitanti del paese”.(Zacc. 11,4-6) GESU’ HA DETTO: “Io in verità ve lo dico: colui che uccide uccide se stesso e colui che mangia la carne degli animali abbattuti mangia un corpo di morte. Io vi chiederò conto del loro sangue spumeggiante, il loro sangue nel quale dimora l’anima. Io vi chiederò conto di ogni animale ucciso”. (dall’Evangelo della pace di Gesù Cristo secondo l’apostolo Giovanni delle chiese cristiane d’Oriente- originale in aramaico del 3° sec. d.C. Bibl. Vat. 156-P). “Sono venuto ad abolire i sacrifici di sangue e se non smetterete di compiere sacrifici l’ira di Dio non si allontanerà da voi” (dal Vangelo degli Ebrei). Come puoi uccidere e mangiare l’animale nel cui simbolo Cristo si è identificato? Chiediti: Gesù oggi approverebbe? “La sorte degli uomini e quella degli animali è la stessa… Non esiste superiorità dell’uomo rispetto agli animali perché tutto è vanità”. (Eccl. 3,18-21) NON IMBANDIRE LA TUA TAVOLA DI DOLORE E DI VIOLENZA Cambia vita, diventa vegetariano, ne beneficeranno la tua salute, la tua coscienza, il tuo portafoglio e l’intero pianeta. Come si può pensare che Gesù oggi si schiererebbe dalla parte di chi ritiene legittimo uccidere un animale per mangiare le sue carni e non dalla parte di chi invoca amore e rispetto per ogni essere in grado di soffrire? Come si può pensare che Gesù si lascerebbe superare in misericordia e compassione da un essere umano che chiede amore e rispetto per tutte le creature? La Chiesa non denigra forse il sacrificio di Cristo quando limita il suo valore salvifico all’uomo colpevole ed esclude gli animali innocenti, vittime del peccato dell’uomo? RICORDATI: IN PARADISO NON SI MANGIA CARNE REGALATI UN CUORE NUOVO, UNA COSCIENZA PIU’ GIUSTA E SENSIBILE REGALATI UN ATTO D’AMORE, DIVENTA VEGETARIANO: NE BENEFICERANNO LA TUA SALUTE, IL TUO PORTAFOGLIO E LA TUA COSCIENZA. Associazione Vegetariana Animalista via Cesena 14 Roma 00182 tel. 06 7022863 – 3339633050 www.vegetariani-roma |
|
Roma, 14 ottobre 2010 Le iniziative per celebrare l’imminente anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia si moltiplicano nel nostro Paese. Il Grande Oriente d’Italia è l’Istituzione che, forse, sta dedicando maggiore attenzione all’avvenimento prima di dare il via al suo ricco programma per il 2011.
Il Collegio circoscrizionale della Lombardia ha indetto per il 6 novembre un convegno dal titolo Da Bergamo a Marsala con Garibaldi: il compimento dell’Unità d’Italia che ha ricevuto il patrocino della Regione lombarda, della Provincia, del Comune e dell’Università di Bergamo. Si svolgerà all’Hotel Excelsior San Marco (Piazzale della Repubblica 6) con inizio alle ore 16. Intervengono: la costituzionalista Anita Garibaldi (Università di Siena) con Il mito di Garibaldi, lo storico delle dottrine politiche Paolo Gastaldi (Università di Pavia) che affronterà il tema Il Risorgimento, un problema storiografico irrisolto, il filosofo di scienze sociali Claudio Bonvecchio (Università Insubria di Varese) con Il senso della commemorazione, lo storico Antonio Maria Orecchia (Università Insubria di Varese) con Garibaldi e la stampa italiana, l’ex vicesindaco della città Carlo Salvioni, presidente dell’Associazione Amici Museo Storico di Bergamo, che parlerà di Bergamo per l’Unità d’Italia. Conclude il Gran Maestro Gustavo Raffi. All’ex senatore Valerio Zanone, presidente del Comitato celebrazioni del Grande Oriente d’Italia, è stato affidato l’incarico di introdurre e moderare il convegno.
Ufficio Stampa Grande Oriente d'Italia Via di San Pancrazio 8 - 00152 Roma IT - Tel. 0039.06.5899344-227 - Fax 0039.06.5818096 - Web site: www.grandeoriente.it
|
|
Firenze 8 ottobre 2010
La Tavola Rotonda sarà così organizzata: - Introduzione al tema delle energie alternative (Carlo Luigi Ciapetti) - Il "Glossario" del settore (Dr. Andrea Zocchi) - Fonti energetiche tradizionali ed innovative (Dr. Pietro Cambi) - La normativa del settore (Ing. Sauro Baietta) - Controllo e verifica, formale e sostanziale, di un progetto (Ing. Francesco Repola) - Verifica di fattibilità e di convenienza di un impianto (Ing. Silvio Campigli) - I rischi incidenti sulla profittabilità di un impianto (Ing. Francesco Repola) - La durata degli impianti, loro valore e degrado nel tempo (Ing. Sauro Baietta) - La conservazione dell'energia e le prospettive future (Dr. Andrea Zocchi) - Primo esempio: un impianto fotovoltaico (Dr. Pietro Cambi) - Secondo esempio: un impianto a biomassa (Ing. Silvio Campigli) Nel Seminario pomeridiano (riservato tuttavia ai soli dipendenti delle società di leasing che si siano registrati) questi temi verranno poi approfonditi sotto l'aspetto pratico, in modo da dare ai partecipanti tutti gli elementi operativi necessari. Per qualsiasi occorrenza contattare Carlo Luigi Ciapetti
Studio C.L.Ciapetti & Servicons S.r.l. Viale Morgagni 2/B-2 - 50134 Firenze Tel 055/4288249 r.a. Fax 055/4476600 r.a. carlo.luigi@ciapetti.it www.ciapetti.it |
|
Martedì 21 settembre, ore 17.30 - Livorno Le logge dell'Oriente di Livorno si danno appuntamento in piazza Garibaldi per deporre una corona al monumento dell'eroe dei due mondi. Alle ore 18, presso la sala della Camera di Commercio di Livorno (via del Porticciolo), è previstala la presentazione del volume:"Logge e massoni in Toscana dal 1731 al 1925" di Vittorio Gnocchini (libro che il Collegio ha distribuito a tutti i Fratelli toscani lo scorso maggio). Interverranno il Prof Gian Maria Cazzaniga, Ordinario di Filosofia morale all'Università di Pisa e il dott. Roberto Bernabò, direttore del quotidiano Il Tirreno. Concluderà il G.M. agg. Massimo Bianchi. |
|
COMUNICATO STAMPA
Firenze, 10 settembre 2010
Nella sala consiliare del Comune di Follonica, il Collegio circoscrizionale della Toscana del Grande Oriente d’Italia - in collaborazione con le logge di Follonica, Giuncarico, Grosseto e Massa Marittima - organizza il convegno "Massoneria: storia e attualità nella Maremma Toscana". L'appuntamento è sabato 11 settembre alle ore 18. Dopo i saluti del sindaco di Follonica Eleonora Baldi, intervengono Giampiero Caglianone su "Massoneria e massoni in Maremma" e Stefano Bisi su "Attualità della Massoneria in Toscana". Partecipano Ezio Gabrielli, già assessore al Comune di Ancona, Alberto Monaci, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, e Massimo Bianchi, Gran Maestro Aggiunto del Grande Oriente d'Italia. Modera i lavori il vicepresidente del Collegio circoscrizionale del Grande Oriente d’Italia Moreno Milighetti. |
|
Firenze, 5 settembre 2010 Il nostro Convegno sul "Rischio Bene nel Leasing", che si terrà il 14 Ottobre a Firenze, sarà teso quest'anno ad approfondire alcuni temi assai importanti ed attuali. Oltre agli interventi tecnici sulle problematiche ricorrenti del settore,includerà infatti due innovazioni : una Tavola Rotonda sulle "energie alternative", che si prefigurano come uno dei settori più promettenti, nonché un approfondimento teorico e pratico sulla "comunicazione efficace", volto ad indagare i problemi comportamentali indotti dalla crisi tuttora in essere e dalla accentuata competitività che questa ha generato. I Seminari applicativi pomeridiani tratteranno poi questi due temi inmaniera specifica ed approfondita, grazie anche all'esperienza degli autorevoli conduttori, con l'obiettivo di trasferire ai partecipanti conoscenze aggiornate e metodologie innovative. La partecipazione al Convegno è aperta a tutti ed è del tutto gratuita,mentre i Seminari sono riservati agli operatori del settore, con un numero di partecipanti limitato. Riportiamo in calce il programma della giornata, per il quale maggiori dettagli e la scheda di partecipazione potranno essere trovati nella pagina del nostro sito. Con un cordiale saluto ! Carlo Luigi Ciapetti >>>o<<< STUDIO CARLO LUIGI CIAPETTI & SERVICONS Giovedì 14 Ottobre 2010 - Hotel Albani, Via Fiume 12, Firenze XXI CONVEGNO "IL RISCHIO BENE NEL LEASING" Ore 9,00 - 9.30 : Registrazione dei partecipanti - Verso la ripresa, ma in un mondo diverso (Carlo Luigi Ciapetti - Moderatore) - Tavola Rotonda Le energie alternative: fattibilità, profittabilità, rischi (Ing. Pietro Cambi - ASPO Italia; Ing. Sauro Baietta, Ing. Silvio Campigli, Ing. Francesco Repola - Consulenti) - La teoria e la pratica, nel controllo del rischio (Ing. Alberto Cappellini - Centroleasing) - Come pensano il fornitore e il conduttore (Prof. Alessandro Bertirotti - Università di Firenze) - I vantaggi della comunicazione efficace (Dr. Paolo Boschi - Agenzia Formativa Apogeo) - Remarketing globale e creazione della richiesta (Paolo Lorenzoni e Marco Bove - L&S Group) - Antinfortunistica strumentale: il punto della situazione (Ing. Sauro Baietta - Smallbay) SEMINARI APPLICATIVI Ore 13,00 : Colazione di lavoro Ore 14,30 / 17,30 : Svolgimento dei Seminari A) LXXXVII Seminario applicativo L’istruttoria per le energie alternative - Tipologie degli impianti e loro caratteristiche basilari (Ing. Silvio Campigli - Perito) - Verifica dei vincoli e accertamento della redditività (Ing. Pietro Cambi - Perito) - Il complesso processo certificativo (Ing. Sauro Baietta - Perito) - Cautele per l’eventualità d’insolvenza (Dr. Valeria Succi - Perito) - Studio di casi reali: note su problemi verificati B) LXXXVIII Seminario applicativo Sfruttare meglio il colloquio telefonico - Chiedere per ottenere: una storia infinita (Carlo Luigi Ciapetti) - Definizione antropologica dei ruoli (Prof. Alessandro Bertirotti - Antropologo) - Il riconoscimento dei diritti reciproci (Prof. Leon Woods - Psicologo) - Il colloquio telefonico: un giuoco di ruolo (Dr. Paolo Boschi - Formatore) - Studio di casi reali: una simulazione partecipata >>>o<<< PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI Signora Anna Maselli - Studio C.L.Ciapetti Tel: 055/42.88.249 - Fax: 055/44.76.600 e-mail: anna @ studiociapetti. it www. ciapetti. it |
|
Roma, 17 aogosto 2010 E' morto Il Presidente Onorario della Lidu Francesco Cossiga È morto alle 13,18 di oggi al Policlinico Gemelli di Roma il presidente Emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, che da oltre un decennio era stato insignito della carica di Presidente Onorario della LIDU. Cossiga, che aveva compiuto 82 anni lo scorso 26 luglio, era stato ricoverato il 9 agosto scorso per una crisi respiratoria che si e' presto aggravata; sempre presente fattivamente nel suo ruolo a molte manifestazioni del Premio Paolo Ungari lo ricorderemo con stima per le parole di simpatia per i militanti della Lidu e le testimonianze esclusive nel segno del rispetto dei diritti dell'uomo. |
|
Nea Agorà © 2006 Magazine telematico di informazione, cultura, costume, spettacolo, arte. |
|